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La croce dei Piani è situata davanti alla casa Roina, porta la stessa data che era scolpita sulla Pietra dei Piani, 1583, rinnovata nel 1831. fortemente danneggiata da un camion militare in retromarcia durante la rimozione delle macerie dopo il terremoto, è stata rifatta nell’anno 2000. Siccome le pietre originali, che erano rimaste abbandonate per 20 anni, erano nel frattempo state rubate, la parte superiore fu scolpita nuova. Non è perfettamente uguale a quella antica, avendo il collo del capitello un pò troppo lungo dell’originale. La croce di ferro che è sulla cima è stata fusa da un calco, ricavato dai pezzi dell’antica croce, che si era sbriciolata quando cadde. I pezzi furono raccolti pazientemente e conservati dal dr. Enrico Indelli. Originariamente la croce si trovava all’ingresso del paese, che era allora nella piazzetta davanti al bar Di Pietro, quando inizia la salita dell’Annunziata. Quella era allora la strada di entrata al paese. Fu messa per ordine di Papa Benedetto XIV, il quale nel 1550 volle che in tutti i paesi cattolici fosse posta una croce all’entrata del paese, per segnalare ai pellegrini che quel paese era cattolico romano.
Chiesa di Santa Lucia (’Ghiésia de Sànda Lucìa’)
É un’antica chiesa campestre, già citata a fine 500 nelle ’Relazioni ad limina’ dei vescovi di S. Angelo e Bisaccia. Distrutta dal terremoto del 1732 e subito ricostruita dai fedeli, restaurata un’ennesima volta nel 1839, è al centro dell’omonima fiera del 13 dicembre. Altrettanto importante è la fiera che vi si tiene la quarta domenica di settembre e che si accompagna ad una festa con banda e fuochi artificiali. Il cortile antistante era recinto da un muro che, aiutandosi verso l’interno con pilastrini di pietra recuperati sul posto, sosteneva una piccola tettoia dove gli espositori si riparavano dalle intemperie e preparavano da mangiare. L’altare maggiore, nella sua ultima sistemazione, era stato donato da un gruppo di emigrati nel 1909. Da notare che, secondo una mappa del 1810, la primitiva chiesetta si collocava alla destra di chi scendeva da Morra verso la Taverna feudale sull’Ofanto e poco prima del quadrivio formato con la ’strada delle Carre’, che dal ’ vallone dei Mulini’ portava a Selvapiana e l’Isca. La chiesa, distrutta dal terremoto del 1980, è stata ricostruita su disegno dell’architetto Michele Carluccio di Conza.




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